“Ispiraci il sogno di un nuovo incontro, di dialogo, di giustizia, di pace.

Stimolaci a creare società più sane e un mondo più degno senza povertà, senza violenza, senza guerre” (FT)



Papa Francesco ai partecipanti del 4° Forum di Parigi sulla pace


Pubbichiamo il Messaggio di Papa Francesco ai partecipanti del 4° Forum di Parigi sulla pace:

 

 

Distinte Autorità,
illustri Signore e Signori!

A ciascuno di voi, riuniti per il 4° Forum de Paris sur la Paix, rivolgo il mio cordiale saluto. Sono grato per questa opportunità di incontro e di riflessione; auguro che sia fruttuosa e contribuisca a promuovere la pace, il buon governo e un futuro migliore per tutti; che aiuti a uscire migliori dalla pandemia di Covid-19.

In questa fase storica, la famiglia umana si trova di fronte a una scelta. La prima possibilità è quella del cosiddetto “ritorno alla normalità”. Ma la realtà che conoscevamo prima della pandemia era quella in cui la ricchezza e la crescita economica erano riservate a una minoranza mentre milioni di persone non erano in grado di soddisfare i bisogni più elementari e condurre una vita dignitosa; un mondo in cui la nostra Terra veniva saccheggiata da un miope sfruttamento delle risorse, dall’inquinamento, dal consumismo “usa e getta” (cfr Enc. Laudato si’, 22) e ferita da guerre ed esperimenti con armi di distruzione di massa. Ritorno alla normalità significherebbe anche ritorno alle vecchie strutture sociali ispirate da “autosufficienza, nazionalismo, protezionismo, individualismo e isolamento” ed escludenti i nostri fratelli e sorelle più poveri. È questo un futuro che possiamo scegliere?

In questo mondo globalizzato ma lacerato, le decisioni che prendiamo oggi per uscire dalla crisi determinano la “rotta” delle generazioni a venire. Spesso perdiamo di vista il fatto che siamo una comunità globale e che «nessuno si salva da solo, che ci si può salvare unicamente insieme» (Enc. Fratelli tutti, 32). Per questi motivi, abbiamo bisogno di una nuova via d’uscita; dobbiamo lavorare insieme per uscire migliori di prima.

Il primo e più urgente tema su cui dobbiamo porre la nostra attenzione è che non vi può essere una cooperazione generatrice di pace senza un impegno collettivo concreto a favore del disarmo integrale. Le spese militari a livello mondiale hanno oramai superato il livello registrato alla fine della “guerra fredda” e aumentano sistematicamente ogni anno. Le classi dirigenti e i governi, infatti, giustificano tale riarmo richiamandosi a un’idea abusata di deterrenza fondata sull’equilibrio delle dotazioni di armamenti. In questa prospettiva, gli Stati sono inclini a perseguire i propri interessi principalmente sulla base dell’uso o della minaccia della forza. Tale sistema, tuttavia, non garantisce la costruzione e il mantenimento della pace. L’idea della deterrenza, infatti, in molti casi è risultata fallace determinando tragedie umanitarie di grande portata. Già Papa Giovanni XXIII nella Lettera enciclica Pacem in terris aveva affermato: «Al criterio della pace che si regge sull’equilibrio degli armamenti, si sostituisca il principio che la vera pace si può costruire soltanto nella vicendevole fiducia» (n. 61).

Va inoltre sottolineato che alla logica della deterrenza è stata associata quella propria del mercato liberista che gli armamenti possano essere considerati alla stregua di tutti gli altri prodotti manufatti e quindi, come tali, liberamente commerciabili a livello mondiale. Non è dunque un caso se per anni abbiamo assistito acriticamente all’espansione del mercato delle armi a livello globale.

La pandemia è stata una rivelazione per tutti noi sui limiti e le carenze delle nostre società e dei nostri stili di vita. Eppure, proprio in mezzo a questa realtà piena di ombre, abbiamo bisogno di sperare, perché la speranza è «una generatrice di energia, che stimola l’intelligenza e conferisce alla volontà tutto il suo dinamismo». La speranza ci invita a sognare in grande e a dare spazio all’immaginazione di nuove possibilità. La speranza è audace e incentiva l’azione sulla base della consapevolezza che la realtà può essere cambiata. Il mio auspicio è che la tradizione cristiana, in particolare la dottrina sociale della Chiesa, come pure altre tradizioni religiose, possano contribuire ad assicurare al vostro incontro la speranza affidabile che l’ingiustizia e la violenza non sono inevitabili, non sono il nostro destino.

Di fronte alle conseguenze della grande tempesta che ha sconvolto il mondo, la nostra coscienza ci chiama dunque a una speranza responsabile, cioè, in concreto, a non seguire la via comoda del ritorno a una “normalità” segnata dall’ingiustizia, ma ad accettare la sfida di assumere la crisi come «opportunità concreta di conversione, di trasformazione, di ripensare il nostro stile di vita e i nostri sistemi economici e sociali». La speranza responsabile ci permette di respingere la tentazione delle soluzioni facili e ci dà il coraggio di procedere sulla strada del bene comune, della cura dei poveri e della casa comune.

Non sprechiamo questa opportunità di migliorare il nostro mondo; di adottare con decisione modalità più giuste per attuare il progresso e costruire la pace. Animati da questa convinzione, è possibile generare modelli economici che servano i bisogni di tutti preservando i doni della natura, come pure politiche lungimiranti che promuovano lo sviluppo integrale della famiglia umana.

Illustri Signore e Signori, affrontiamo insieme questa crisi cercando di risanare in profondità le ferite della famiglia umana. Ci possa ispirare questa parola che il profeta Geremia rivolse al popolo in tempo di grave crisi: «Fermatevi nelle strade e guardate, / informatevi dei sentieri del passato, / dove sta la strada buona percorretela, così troverete pace per la vostra vita» (Ger 6,16).

Vi auguro buon lavoro e invoco per voi le celesti benedizioni.

Dal Vaticano, 30 ottobre 2021

Appunti di ecologia integrale

La comunità ecclesiale tra coerenza, impegno e annuncio. Tracce di un cammino

Lunedì 23 maggio alle ore 18:30 appuntamento con gli “Appunti di Ecologia integrale”, un percorso on line come momento di scambio, proposte, approfondimento alla luce del magistero di Papa Francesco.

Tema dell’incontro: “La comunità ecclesiale tra coerenza, impegno e annuncio. Tracce di un cammino”, ne parliamo con Mons. Francesco Pesce, Incaricato Servizio Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Roma

Per vedere l’incontro: https://www.facebook.com/PastoraleSocialeRoma

Editoriale

L’Editoriale di Oliviero Bettinelli

La settimana” Laudato Si’” non è celebrativa e basta. E’ una tappa che ci permette di fermarci e di chiederci a che punto siamo del nostro cammino. Stiamo cercando con fatica di convertirci ad una una visione di ecologia integrale in un momento storico che non ci permette di vivere con calma e serenità per approfondire questa sfida.

Per leggere l’editoriale completo: http://www.pastoralesociale.diocesidiroma.it/index.php/la-settimana-laudato-si/

In Evidenza

Perdonaci la guerra

Città del Vaticano, 16 marzo 2022

Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi misericordia di noi peccatori!
Signore Gesù, nato sotto le bombe di Kijv, abbi pietà di noi!
Signore Gesù, morto in braccio alla mamma in un bunker di Kharkiv, abbi pietà di noi!
Signore Gesù, mandato ventenne al fronte, abbi pietà di noi!
Signore Gesù, che vedi ancora le mani armate all’ombra della tua croce, abbi pietà di noi!
Perdonaci Signore, se non contenti dei chiodi con i quali trafiggemmo la tua mano, continuiamo ad abbeverarci al sangue dei morti dilaniati dalle armi.
Perdonaci, se queste mani che avevi creato per custodire, si sono trasformate in strumenti di morte.
Perdonaci, Signore, se continuiamo ad uccidere nostro fratello, se continuiamo come Caino a togliere le pietre dal nostro campo per uccidere Abele.
Perdonaci, se continuiamo a giustificare con la nostra fatica la crudeltà, se con il nostro dolore legittimiamo l’efferatezza dei nostri gesti.
Perdonaci la guerra, Signore. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti imploriamo! Ferma la mano di Caino!
Illumina la nostra coscienza, non sia fatta la nostra volontà, non abbandonarci al nostro agire!
Fermaci, Signore, fermaci!
E quando avrai fermato la mano di Caino, abbi cura anche di lui. È nostro fratello. O Signore, poni un freno alla violenza!
Fermaci, Signore!

(Papa Francesco, Udienza Generale, 16 marzo 2022)

 

 

 

 

 

 

 

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